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Report ISTAT: applicazione dei CAM GPP nei capoluoghi

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Report ISTAT: applicazione dei CAM GPP nei capoluoghi - AcquistiVerdi.it
L’Istat ha recentemente pubblicato il report: "Ambiente urbano: gestione eco sostenibile e smartness” in cui, anche alla luce dell’evoluzione normativa, è stato ritenuto che le modalità di approvvigionamento di beni e servizi costituiscano un importante parametro che contribuisce a caratterizzare l’orientamento alla sostenibilità della pratica amministrativa nei capoluoghi.
 
Si sta dunque affermando sempre più la consapevolezza di come l’adozione dei criteri ambientali minimi, cui l’amministrazione può scegliere di attenersi nelle pratiche di acquisto, possa favorire lo sviluppo di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale, attraverso la leva della domanda pubblica.
Nel report (dai dati di raffronto 2014/2015) emerge come i Comuni applichino, in misura sempre maggiore, forme di
gestione sostenibile delle proprie strutture e dei processi amministrativi, anche in conseguenza del progressivo recepimento nella legislazione nazionale delle direttive comunitarie in materia.
Nell’approvvigionamento di carta da cancelleria hanno applicato almeno un CAM 80 comuni capoluogo (su 111 che ne hanno acquistata; erano 78 su 115 nel 2014).
Tra le amministrazioni che applicano i CAM, più della metà (45) dichiarano di avere applicato tutti quelli previsti per
questa tipologia di bene.
Considerando gli acquisti di carta da copie formato A4 (quasi 900 mila risme, +1,4% sul 2014), il 61,9% risponde ai CAM (54,1% nel 2014). In 37 città (fra cui Torino, Genova, Milano, Verona, Padova, Trieste, Bologna e Firenze) tutti gli acquisti di carta rispondono ai CAM.
Al contrario, 31 comuni non applicano CAM agli acquisti di carta, o li applicano per quote inferiori al 10% del totale
(sette città, fra cui Roma, Taranto e Palermo).
Fra le 81 città che hanno effettuato acquisti per servizi energetici (illuminazione di strade ed edifici e condizionamento), 46 hanno applicato almeno un CAM (incluse Torino, Roma, Napoli, Taranto, Palermo e Cagliari) e 43 tutti quelli vigenti (nel 2014 erano 45 su 77, di cui 31 tutti i CAM).
Tra gli 85 capoluoghi che hanno effettuato acquisti per servizi di ristorazione (mense e forniture alimentari) 63 hanno applicato almeno un CAM (compresi tutti i grandi tranne Milano, Verona, Trieste, Messina e Catania), circa
l’80% (50 città) hanno applicato tutti quelli vigenti per la categoria (erano 56 su 76 nel 2014, tra i quali 43 tutti i CAM).
35 città hanno in particolare acquistato alimenti biologici certificati destinati alle mense scolastiche comunali per
una quota di almeno il 40%, in ottemperanza a quanto previsto dai relativi criteri ambientali.
Sulle 34 città che hanno effettuato acquisti di mezzi di trasporto (autoveicoli, autobus e veicoli commerciali leggeri)
27 hanno applicato almeno un CAM (incluse Torino, Genova, Milano, Verona, Venezia, Padova, Bologna, Firenze, Bari e Palermo) e 19 tra queste hanno applicato tutti i criteri (erano 21 su 31 nel 2014, di cui 15 tutti i CAM). Molti capoluoghi non hanno effettuato acquisti di mezzi di trasporto, e quindi non hanno potuto sostituire quelli più inquinanti, anche attraverso l’applicazione dei CAM.
Anche per questo, i mezzi in dotazione alle amministrazioni sono solo in minima parte di tipo ecologico. Sui 40 comuni che hanno effettuato acquisti per la gestione dei rifiuti urbani 23 hanno applicato almeno un CAM
(inclusi Torino, Venezia, Padova, Napoli, Taranto e Reggio di Calabria) e di questi, 19 li hanno applicati tutti (erano 21 su 37 nel 2014, e 17 tutti i CAM).
Rimanendo nell’area dei rifiuti, una forma di gestione sostenibile delle proprie strutture è la raccolta differenziata negli uffici comunali: nel 2014 tutti i capoluoghi (tranne Matera) la effettuano almeno per alcune categorie di rifiuti.
Quasi la totalità delle amministrazioni raccoglie in forma differenziata carta e toner, l’87% la plastica, quasi il 64% i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), il 60% pile e batterie e circa il 40% vetro e metalli. In media vengono raccolte in modo differenziato 5 classi di rifiuto e, in 45 città, il numero di categorie differenziate negli uffici è oltre la media (tra queste Padova, Trieste, Bologna, Roma, Napoli, Bari).
 
 
 

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