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Novità dal Cosmoprof

Novità dal Cosmoprof  - AcquistiVerdi.it

Venerdì 8 marzo siamo stati a Bologna al Cosmoprof, un evento di grande rilevanza internazionale sulla bellezza professionale, per incontrare le aziende "eco-bio" che operano nel settore, quasi tutte presenti nel PAD 21N sotto la categoria "Cosmetici Naturali". E qui casca l'asino.  Al convegno organizzato da ICEA "La Cosmesi Naturale: vera o falsa?" si parla proprio di questo: cosa vuol dire "naturale"? "Anche il petrolio e i sassi sono naturali" afferma Fabrizio Zago, esperto internazionale, creatore del Biodizionario, facendo riferimento invece al concetto di "Living nature", ovvero sono naturali quei prodotti realizzati con sostanze vegetali da fonte rinnovabile. E inoltre, due sono le nuove "tendenze" del mercato della cosmesi "eco-bio": Km zero e Dermo (efficacia). ICEA ha certificato oltre 2.500 prodotti eco-bio, ma nonostante questo, il consumatore italiano, sia pure propenso all'acquisto di prodotti provenienti da produzioni amiche dell'ambiente (l'Italia è superiore alla media europea, fonte Eurostat) ancora non possiede gli strumenti per distinguere tra marketing e sostanza; il problema è che fa fatica a comprendere, nelle formule dei prodotti in commercio, quali sono le sostanze nocive e quali quelle eco-dermo compatibili: insomma, il packaging, abbiamo visto in fiera, fa ancora la parte del leone, e la sostanza rimane un bel punto interrogativo anche per il consumatore più consapevole.

Nasce quindi l'approccio The green way to life, associazione internazionale di produttori di ecodetergenza: tra i promotori, l'azienda Pierpaoli di Senigallia, da molto tempo impegnata su questo fronte. Una vera rivoluzione nel mondo delle "Toiletries", ovvero i cosmetici da risciacquo (e le creme solari) che creano un impatto sull'ambiente. Giovanni Spinozzi, presidente dell'associazione e CEO Pierpaoli, descrive il codice etico, basato su Trasparenza, Economia Sostenibile, Equità, Stato dell'arte e le 10 Regole, dall'origine allo smaltimento, che definiscono il neonato standard "The green way to life", presentato lo scorso 14 febbraio al Biofach di Norimberga. Uno standard redatto dai produttori, e da loro aggiornato una volta all'anno, che è libero dagli enti di certificazione ma che si avvale della certificazione di terzi. L'associazione di produttori, in particolare, auspica che non si possa, in termini di legge, utilizzare il termine "ecologico" sulle confezioni, se ciò non corrisponde a una certificazione di terza parte, come già avviene per esempio in Francia.

Anche sul fronte dell'imballaggio c'è ancora tanto da fare. Nel 2010 sono state quasi 79 milioni le tonnellate di rifiuti da imballaggio prodotte in Europa, ovvero 156 kg procapite; di cui il 76% sono stati recuperati (60 milioni) e solo 49 milioni riciclati (fonte: Eurostat). Lo riporta nel suo intervento Paolo Foglia, responsabile certificazione No Food Icea, che illustra i requisiti del nuovo standard Certified Icea Eco-Packaging, nato con l'obiettivo di migliorare le performance ambientali dell'imballaggio e basato su un sistema di valutazione "Baseline-performance": limitare volume e peso al minimo; permettere reimpiego/recupero; limitare al minimo le sostanze nocive nell'imballaggio in modo che non vengano rilasciate nell'ambiente al momento di smaltirlo.

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