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Raffaella Zanella, il viaggio studio a Friburgo - città sostenibile

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Raffaella Zanella, il viaggio studio a Friburgo - città sostenibile - AcquistiVerdi.it

AcquistiVerdi.it dedica l'appuntamento di ottobre a una buona pratica di viaggio d'istruzione a Friburgo, la città della sostenibilità nella Foresta Nera in Germania, e intervista Raffaella Zanella, professoressa di educazione fisica al Liceo Roiti di Ferrara, che ha fatto questa esperienza lo scorso anno scolastico, con una classe quarta, aderendo all'iniziativa realizzata daPunto 3 in collaborazione con il suo partner tedesco Aiforia.

AV: Prof.ssa Zanella , quali motivazioni hanno spinto Lei e gli studenti a scegliere Friburgo come meta del viaggio scolastico?

RZ: La scelta di portare i ragazzi a Friburgo è nata durante un incontro con il dott. Lenzerini, invitato presso la mia scuola a trattare l’argomento “ Sport e sostenibilità”. Il corso sportivo prevede un particolare approfondimento sul metodo scientifico e l’idea di vedere concretamente come scoperte scientifiche e tecnologia possano essere al servizio di uno sviluppo sostenibile ci ha indotto a programmare il viaggio. Il viaggio di istruzione, durato 4 giorni, si è concentrato sulla possibilità di sperimentare la qualità della vita a Friburgo, cercando di cogliere tutte le azioni che una seria politica ambientale ha attivato per riuscire a rendere naturale e duraturo uno stile di vita sostenibile. 

AV: Nel corso del viaggio cosa ha colpito o interessato maggiormente i ragazzi ?

RZ: I ragazzi hanno trovato sorprendente la comodità dei mezzi pubblici, sorprendente non aver mai aspettato, trovare il mezzo accogliente e rapido: il paragone con la loro esperienza quotidiana è stato decisamente desolante. Sorpresi anche di non sentire la mancanza dello scooter o dell’auto per spostarsi! Ma ciò che li ha effettivamente spiazzati è stata la visita alla scuola, dove sono stati illustrati tutti gli interventi e le azioni per abbassare i costi energetici e per avere così un tornaconto economico da poter investire di nuovo nella direzione della sostenibilità. La partecipazione diretta nella gestione delle spese li ha particolarmente affascinati. Tutto a Friburgo è motivo di riflessione e confronto: l’ostello situato al margine della foresta, il percorso lungo il fiume per raggiungere la fermata del tram, i mezzi pubblici, puliti, veloci e frequenti, lo stadio di calcio, pannelli solari e fotovoltaici ovunque, discrete e piccole centrali elettriche, niente carte e mozziconi per terra, numerosi e simpatici cassonetti per raccolta differenziata sempre alla portata, anche nel centro della città, … in soli 4 giorni abbiamo visto e assaporato il piacere di vivere senza auto (siamo saliti sul pullman solo quando dovevamo tornare a Ferrara), di apprezzare una città pulita, libera dall’ inquinamento, costruita nel verde e orgogliosa del proprio primato.

AV: Terminata l’esperienza, quali influenze ci sono state in classe?

RZ: Quanto appreso nella visita a Friburgo ha arricchito molto dal punto di vista informativo e culturale tutti, ma alcuni ragazzi hanno constatato la difficoltà a trasferire quanto imparato nella vita quotidiana in Italia. In diversi infatti hanno sottolineato il divario di sensibilità, attenzione, cultura dei friburghesi rispetto ai ferraresi...e il desiderio di fare qualcosa per avvicinarsi al modello ammirato, anche impegnandosi a livello sociale e politico. Cambiamenti concreti nelle abitudini di vita che gli alunni stessi definiscono "piccoli, ma significativi”, sono stati ad esempio: non buttare più i mozziconi delle sigarette per terra (a Friburgo temevano brutte figure, a Ferrara si sono resi conto dopo il viaggio che è una maleducazione odiosa); più attenzione nella raccolta differenziata sia a casa che a scuola; l'abbandono dell'abitudine all'acqua in bottiglie di plastica per passare alle bottiglie di vetro e all'uso delle caraffe filtranti o dei distributori comunali di acqua.

AV: Sappiamo che per la maggior parte dei giovanissimi la tendenza al possedere oggetti sempre alla moda o all’avanguardia tecnologica continua ad essere forte. Secondo Lei che rapporto hanno gli studenti che lei conosce verso i prodotti ecologici?

RZ: Su questo piano si conferma una diversa sensibilità tra genere maschile e femminile dovuta anche ai diversi ruoli assunti e perpetuati da due generi. Le ragazze mostrano maggiore sensibilità in generale verso la qualità di ciò che si acquista in particolare per i prodotti che più direttamente sono a contatto con il corpo (cosmesi e alimenti). Nei ragazzi questa sensibilità è minore, come poco frequente è l’abitudine a “fare la spesa”.

AV: Una gita di studio che fa vedere da vicino come funziona una città che segue politiche di sostenibilità perché è utile ai ragazzi delle scuole italiane?

RZ: Ho sempre cercato di trattare argomenti legati all’acquisizione di buone pratiche che rispettino l’ambiente, ma ogni volta mi sono scontrata con una profonda disillusione da parte dei ragazzi dovuta alla percezione di sentirsi “casi isolati” e per questo poco incisivi. Nonostante si tengano spesso lezioni con esperti o approfondimenti nell’ambito delle discipline studiate, prevale comunque nei ragazzi un profondo senso di impotenza, alimentato da continui esempi di adulti maleducati o comunque poco attenti: lo scoraggiamento che ne deriva non è facile da rimuovere. Aver mostrato ai nostri studenti l’esperienza riuscita di Friburgo ha riacceso la speranza e il desiderio di provarci; ha forgiato in loro una nuova sensibilità e un’attenzione personale alle scelte che riguardano la quotidianità. E’ sicuramente un primo importantissimo passo…

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