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Andrea Burzacchini, un modenese nella capitale della sostenibilità

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Andrea Burzacchini, un modenese nella capitale della sostenibilità - AcquistiVerdi.it

Oggi AcquistiVerdi.it incontra Andrea Burzacchini, cofondatore di Aiforia e organizzatore di visite guidate a Friburgo: capitale della sostenibilità e meta di viaggio di numerosi amministratori, studenti, imprenditori e ricercatori da tutto il mondo. In collaborazione con la società ferrarese Punto3, dall'autunno 2010 Aiforia offre gite scolastiche per le scuole italiane.

 

 Dott. Burzacchini, prima di tutto cosa ci fa un modenese a Friburgo?

Modena l'ho lasciata ormai da 14 anni per studiare Politiche Ambientali ad Atene e Losanna. Poi mi sono trasferito in Germania, a Friburgo, dove ho lavorato per dieci anni per ICLEI, la più grande rete mondiale di città sostenibili.

Due anni fa, assieme ad una collega, ho fondato Aiforia. Ci definiamo “agenzia per la sostenibilità”: coordiniamo progetti internazionali, offriamo consulenze a enti locali, imprese e ONG, facilitiamo scambi tra diversi paesi – in modo particolare tra l'Italia e la Germania - effettuiamo studi e ricerche sui vari aspetti della sostenibilità ambientale e organizziamo le visite guidate a Friburgo per diversi target. Da luglio 2011 il Comune di Friburgo ci ha riconosciuto come partner ufficiale di Freiburg Green City.

 

Aiforia organizza gite scolastiche per vedere realizzate le buone pratiche di sostenibilità che in Italia spesso si possono solo studiare, che cosa stupisce maggiormente gli studenti Italiani che visitano Friburgo?

Tra gli episodi più frequenti, mi viene in mente lo stupore dei ragazzi quando notano che non ci sono contenitori per la raccolta delle bottiglie di plastica usate. Non ci sono perché il vuoto a rendere è molto diffuso (presso i supermercati, ma anche allo stadio o nelle sagre di paese) e viene effettuato con le bottiglie sia di vetro che di plastica. Gli studenti – nonché gli altri visitatori italiani – notano (e apprezzano) soprattutto le soft practices, cioè quelle soluzioni che implicano scelte comportamentali, invece che l'utilizzo di tecnologie sofisticate. I ragazzi sperimentano che è attraente andare in bicicletta non perché ci siano le piste ciclabili, ma perché le auto sono costrette a non superare i 30 Km/h e a partire dopo le biciclette ai semafori … ed ecco che le strade si riempiono di bambini che vanno a scuola da soli.

Tra gli highlights della visita potrei anche citare le case passive, lo stadio solare, le stazioni integrate e la Solar Fabrik.

 

Sostenibilità ambientale, ma anche economica: quali sono i settori in cui Friburgo ha saputo meglio capitalizzare le proprie scelte ambientali anche in termini di posti di lavoro e di sviluppo economico?

Quindici anni fa Friburgo veniva un po' presa in giro dai media come l'enclave degli “alternativi“, dei nostalgici della cultura hippy. Oggi, a fronte di 12.000 posti di lavoro “verdi”, presso circa 2000 imprese, con oltre 650 milioni di fatturato annuo  –  per una città che ha le dimensioni di Parma – lo sguardo sulla città è cambiato.

I due settori verdi trainanti sono stati la bio-edilizia e le energie rinnovabili (energia solare in primis), con ovvie ricadute su tutta filiera. Ma non bisogna dimenticare i settori della bio-agricoltura, della formazione, della pianificazione e della ricerca.

 

Per i cittadini di Friburgo il suffisso eco è divenuto superfluo o bisogna ancora fare distinzioni?

C'è ancora tanto da fare, ma negli ultimi anni i prodotti biologici ed ecologici si stanno diffondendo anche presso i supermercati tradizionali, è frequente che si sostituisca la plastica con il legno (nei giocattoli, ad esempio), iniziano a diffondersi anche capi di design ecologici o del mercato equo e solidale.

Per quanto riguarda i servizi, la mobilità sostenibile integrata (mezzi pubblici, car-sharing) sta guadagnando sempre più clienti e molti cittadini stanno passando ad un mix energetico completamente rinnovabile.

In generale, si può dire che i cittadini del 2011 si convertono a scelte sostenibili quando le trovano più convenienti, più comode, più belle. Più “furbe” si direbbe a Modena.

 

Per quali scuole pensa sia più adatta la gita a Friburgo?

Potenzialmente qualsiasi tipo di struttura formativa (dalla scuola elementare alle scuole per adulti) può trarre grandi insegnamenti dalle visite a Friburgo. L'iniziativa di Aiforia e Punto3 si rivolge però soprattutto alle scuole superiori, di ogni tipo. La prima parte del programma è il cosidetto “percorso principale” (centro storico, mobilità, quartiere modello Vauban) che interessa qualsiasi tipo di visitatore. Le scuole, poi, scelgono la seconda parte del programma, a seconda dei loro curriculum formativi: il percorso sull’edilizia sostenibile, generalmente rivolto agli istituti per geometri; il percorso su turismo ed economia, di particolare interesse per gli istituti commerciali; quelli su natura e paesaggio e bio-agricoltura, scelto molto spesso dagli istituti agrari e forestali; oppure il percorso sull'energia rinnovabile, trasversale a diversi curriculum formativi.  Ogni visita viene definita singolarmente, assieme ai responsabili del viaggio, tenendo conto di tutte le necessità: aspetti formativi e finalità degli insegnanti, possibilità di combinare visite ai siti, training, giochi educativi, interviste ad esperti, scambi culturali e tempo libero.



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