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Francia: l'etichettatura ambientale sarà obbligatoria

Francia: l'etichettatura ambientale sarà obbligatoria - AcquistiVerdi.it

 Il 1° luglio è dunque partita in Francia  per la fase sperimentale di un anno la cosiddetta “etichettatura ambientale” dei prodotti di largo consumo. L’idea era stata presentata  nella cosiddetta “Grenelle II”, l’ambizioso programma ambientale del governo francese. Ha questo progetto il dichiarato e altisonante scopo di " dare al consumatore il potere di cambiare il modello di consumo e di produzione”.

  1. L’etichettatura si basa su  un approccio multi-criterio che prende in considerazione l’intero ciclo di vita di un prodotto;
  2. Fornisce la possibilità di comparare fra loro prodotti della stessa categoria;
  3. Mette in grado il consumatore di arbitrare nella scelta di acquisto il prezzo e la qualità con il profilo ambientale dei diversi prodotti offerti.

 

Nella scelta dei  criteri, che sono variabili in funzione delle categorie merceologiche, il fatto nuovo è  dunque che accanto al  contenuto “carbonico” (la CO2 emessa nella vita del prodotto)  sono presi in esame  anche altri impatti ambientali, e cioè quelli più significativi specifici di ogni categoria. L’approccio multi-criterio consentirebbe- secondo gli autori della proposta - di correggere una visione spesso deforme o parziale degli impatti ambientali dei nostri consumi.

 

Dopo il periodo sperimentale di un anno, l’etichettatura è destinata ad applicarsi per legge a tutti gli articoli di largo consumo,  siano essi prodotti in Francia o importati. Questo produrrà una generale unificazione di iniziative similari che in Francia hanno preso piede in questi ultimi tempi, in diversi settori o in diverse catene commerciali.

 

Con questo approccio la Francia  ha inteso  mettersi alla testa della Unione Europea in materia di labeling ambientale ed ha quindi richiesto alla stessa Commissione di generalizzare in futuro e su base europea  la sua metodologia. Una ricerca commissionata dalla UE  e svolta dalla Ernst & Young ha sostanzialmente approvato tale approccio.

 

La fase sperimentale, appena iniziata,  ha lo scopo di validare la praticabilità tecnica ed economica della metodologia approvata (la quale, ricordiamo, è stata messa  a punto in collaborazione  fra AFNOR e le parti interessate ); poi si tratta di testare la difficile protezione della confidenzialità di alcune informazioni ,  di veificare la rintracciabilità dei dati necessari per il calcolo degli indicatori  e così via: oltre che, naturalmente, di saggiare il successo commerciale dell’operazione stessa. 

 

La sperimentazione è, ovviamente, volontaria e alla fine del 2012 si avranno al più tardi tutti i risultati utili per mettere a punto la strategia successiva. In questo grande progetto collettivo, che ha mobilitato inizialmente esperti di  230 aziende, grandi e piccole, francesi e non, sono nati per ora 168 dossiers raggruppabili in queste categorie: Alimentari, Bevande, Igiene e Cosmetici, Abbigliamento, tessili e calzature, Prodotti in carta, Mobili e prodotti per la casa, Mobili e prodotti per la casa, Prodotti di costruzione, Distributori, Altro.

 

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