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Acquisti verdi, verso il nuovo Piano Nazionale

Acquisti verdi, verso il nuovo Piano Nazionale  - AcquistiVerdi.it

Il Ministero dell'Ambiente ha avviato la consultazione con i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Economia delle Finanze per definire un documento di revisione e di aggiornamento del PAN GPP - Piano d'Azione Nazionale per il GPP, approvato nel 2008 e modificato nel 2013.

Con la presente stesura del Piano si gettano basi più solide per far sì che il Green Public Procurement (o Acquisti Verdi della PA) sia approcciato nella maniera più corretta ed ampia possibile, in modo tale da conseguire migliori risultati in termini di benefici ambientali, economici e sociali.

Si prevede, a tale riguardo, un più vasto coinvolgimento dei portatori di interesse nell’attività di definizione dei CAM e si forniscono indicazioni grazie alle quali sarà possibile una maggiore sinergia tra la cabina di regia del Piano stesso, ovvero il Ministero dell’Ambiente, il Comitato di Gestione per l’attuazione del Piano, le realtà locali, le Regioni ed altri soggetti strategici, istituzionali e non.

Il Piano, a tale proposito, dà visibilità al citato Protocollo di intesa con le Regioni, sottoscritto a settembre 2017, che ha consentito la creazione di una rete di soggetti grazie ai quali mettere a sistema buone pratiche e criticità nei settori di appalto pubblici oggetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e descrive le modalità con cui saranno rafforzate le azioni relative alla formazione, all’assistenza tecnica, alla comunicazione e sarà realizzato un monitoraggio, sia in relazione all’applicazione dei CAM e sia agli effetti del Piano d’azione a livello territoriale.

Il Piano lancia inoltre la proposta di istituzionalizzare una figura professionale dedicata agli appalti pubblici sostenibili e, nel frattempo, invita le stazioni appaltanti a nominare uno o più responsabili di tale tematica, affinché lo strumento degli appalti pubblici verdi sia impiegato  nella maniera più completa e  corretta possibile.

A tali soggetti si attribuiscono, tra gli altri, i compiti di:

  • rendere strutturali nell’ente le analisi dei fabbisogni, orientate all’obiettivo della razionalizzazione e dematerializzazione dei fabbisogni, e di attuare, laddove tecnicamente possibile, pratiche di appalti pubblici circolari;
  • realizzare e proporre tutte le iniziative che possano portare a ridurre la spesa pubblica per beni e servizi ed i relativi impatti ambientali (ad es. il lavoro agile);
  • rendere sistematiche le verifiche di conformità ai criteri ambientali e sociali;
  • promuovere l’applicazione di procedure d’appalto o istituti innovativi, favorendo le migliori soluzioni ambientali sulla base del dialogo con gli operatori economici.

Grazie al nuovo Piano e al Protocollo di intesa con l’ANAC, recentemente sottoscritto e concernente anche l’attività di vigilanza sull’applicazione dei CAM nelle gare d’appalto, sarà fornito un nuovo impulso agli appalti pubblici sostenibili e “circolari”, con ricadute positive a livello ambientale economico e sociale, che dovranno essere opportunamente misurate e comunicate.

 



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