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Certificazioni ambientali di prodotto: com'è andata l'8 marzo?

Certificazioni ambientali di prodotto: com'è andata l'8 marzo? - AcquistiVerdi.it

L’8 marzo, nell’ambito dell’evento H3i – Household, Industrial & Institutional Ingredients, supportato da Federchimica-Assocasa si è svolta la tavola rotonda “Certificazioni ambientali di prodotto: un’opportunità di mercato?”, organizzata da Punto 3 Srl in collaborazione con Gsa – Il Giornale dei Servizi Ambientali.

“Certificazioni ambientali: un’opportunità?”
Il format, vivace e dinamico, ha visto i relatori dialogare su un tema molto sentito, alla presenza di un pubblico numeroso e interessato. Al centro del dibattito c’erano infatti le certificazioni ambientali, a partire naturalmente dall’Ecolabel europeo, sempre più visto come un’opportunità commerciale oltre che, naturalmente, uno strumento a tutela dell’ambiente e di tutti noi.

I relatori
Sono intervenuti Walter Bertozzi di Certiquality, Gianluca Cesarei di Ispra – Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Massimiliano Fadin, di Per Pulire, Salvatore Inglese di Sutter Professional, Massimo Grignani di Werner & Mertz e Maria Cristina Poggesi di Ippr – Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo.  

Fabbri: “Un evento molto seguito”
I lavori sono stati introdotti e moderati dal presidente di Punto 3 Paolo Fabbri, che parla di “un evento molto partecipato, che ha dato l’opportunità all’uditorio di avere importanti anticipazioni sui contenuti del futuro Ecolabel dei detergenti, in vista dell’approvazione delle nuove Decisioni UE. Il convegno ha toccato, fra l’altro, la possibilità di prevedere evoluzioni significative, ad esempio consentendo che i detergenti siano venduti in flaconi in plastica riciclata, con prestazioni analoghe a quelli tradizionali. Rispetto a precedenti appuntamenti analoghi, rivolti perlopiù al mondo delle imprese, in questo caso la nostra attenzione si è focalizzata in particolar modo sui prodotti chimici e sulle certificazioni ambientali ad essi relative”.

25 anni di Ecolabel
La certificazione Ecolabel, che proprio nel 2017 compie 25 anni (il primo Regolamento risale al 1992), è uno strumento volontario “multi-criteria” riconosciuto in Europa e non solo. Lo scorso novembre è stata votata la revisione dei criteri Ecolabel per i prodotti detergenti, suddivisi in sei gruppi di prodotto, dai detergenti multiuso ai prodotti per bucato, piatti, lavastoviglie e prodotti industriali/professionali.

Nuovi criteri per i detergenti
E’ stato soprattutto l’intervento di Gianluca Cesarei, di Ispra, a fare il punto sul futuro dell’Ecolabel, che insieme ad altre certificazioni volontarie, tra cui Emas, è stato per la prima volta fatto oggetto del Refit Exercise, un piano di valutazione dell’efficacia delle politiche adottate dalla CE: si parla addirittura della possibilità di escludere interi gruppi di prodotti, tra cui fortunatamente al momento non risulterebbero i prodotti detergenti, per cui è stata finalizzata la revisione dei criteri. “Per quanto riguarda le novità -ha sottolineato Cesarei- la più importante riguarda l’armonizzazione di criteri scritti in momenti diversi, con un “giro di vite” sui criteri stessi come l’abbassamento dei limiti per il volume critico di diluizione (CDVtox). Maggiore attenzione è stata data anche ai prodotti concentrati, con la creazione di classi di riferimento che prima mancavano. Altri aspetti innovativi riguardano la biodegradabilità; si prevedono criteri più limitanti  sul packaging. Sono state anche modificate alcune deroghe, ad hoc per alcuni prodotti, e rese più restrittive anche le soglie di misurazione. E’ stato anche introdotto un criterio sull’olio di palma.”  

I punti di forza dell’Ecolabel
Ha continuato Cesarei: “Tra i punti di forza dell’Ecolabel, che rientra tra le certificazioni di tipo Iso 1: la volontarietà, la selettività, il fatto di essere un marchio riconosciuto in Europa e fuori e quello di essere rilasciato da terze parti indipendenti, il che lo differenzia da altre certificazioni. Inoltre i criteri sono stabiliti secondo un approccio scientifico di tipo LCA (Life Cycle Assessment), ed è un processo trasparente e partecipato. In più l’Ecolabel, nata come certificazione puramente ambientale, ha via via inserito criteri sociali, oltre a  quelli relativi alla salute umana; i prodotti certificati Ecolabel, poi, devono anche rispondere a severi requisiti prestazionali, non basta che siano “amici dell’ambiente”; all’art. 10, il Regolamento parla di un continuo controllo dei prodotti certificati anche una volta ottenuto il marchio; gli stessi criteri, fra l’altro, vengono aggiornati periodicamente. Ultimo ma non meno importante, il legame con altri strumenti di sostenibilità ambientale come il GPP (Green Public Procurement): la certificazione Ecolabel favorisce l’accesso alle gare d’appalto pubbliche.”

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