Efficienza energetica: le case prefabbricate consumano meno? Il parere degli esperti

Efficienza energetica: le case prefabbricate consumano meno? Il parere degli esperti - AcquistiVerdi.it

È vero che i prefabbricati in legno hanno costi minori? I professionisti di Houzz rispondono a questa e altre domande sulle case prefabbricate in legno.

La diffusione delle case prefabbricate in legno è molto recente sul territorio nazionale e spesso è stata reclamizzata come la soluzione migliore alle questioni ambientali, di costo e di tempo. Questo ha fatto nascere molte credenze che hanno diviso e dividono tuttora le persone in due grandi categorie: chi la ritiene la soluzione a tutti i problemi e chi, invece, il peggiore errore (o quasi) della produzione edilizia contemporanea.

Domenico Carrara di Greenbuild Srl e Tommaso Michieli dello studio di architettura Michielizanatta rispondono alle domande di Laura Tallarida.

 

Xlam house

1. Cosa vuol dire “case prefabbricate”?

«Significa sostanzialmente ingegnerizzare il “prodotto” casa», risponde Domenico Carrara di Greenbuild, azienda leader per il settore del sistema costruttivo massivo in legno e distributore ufficiale del sistema costruttivo NUR-HOLZ®.

«Il progetto contiene non solo le informazioni necessarie per realizzare l’opera, ma anche tutti i particolari costruttivi, dalla numerazione di ogni parete fino al dettaglio di ogni singola vite di fissaggio, assumendo così una rilevanza tale da rendere imprescindibili le indicazioni in esso contenute».
 
casa lineare x-lam
 
«Va inteso come l’esecuzione di una parte del processo costruttivo all’interno di stabilimenti specializzati», aggiunge l’architetto Tommaso Michieli dello studio Michielizanatta che dal 2004 realizza abitazioni anche con strutture prefabbricate in legno. «Esistono due grandi categorie di prefabbricazione: quella con sistemi di pareti cosiddette “a telaio” e il sistema a pannelli lamellari a fibre incrociate, X-lam».
Il sistema a telaio permette una prefabbricazione più avanzata, mentre la tecnologia X-lam assomiglia nei fatti a una costruzione in muratura «nella quale il laterizio è sostituito dal legno: a fronte di una minor precisione esecutiva saremo maggiormente in grado di intervenire nel corso dei lavori con eventuali modifiche senza particolari difficoltà».
L’architetto Michieli aggiunge: «Dalla nostra esperienza, i clienti, e probabilmente gli italiani in generale, hanno una bassa capacità di prefigurazione del risultato finale e lo comprendono meglio durante la realizzazione dei lavori; per questo una tecnologia flessibile che lascia spazio alle modifiche in corso crediamo sia preferibile ad una più rigida e finita che quando deve essere variata non perdona in termini economici».
 
Seemann Rush Architects Office

2. Qual è il ruolo del progettista nella produzione prefabbricata?

«Il ruolo del progettista non varia in funzione della tecnologia scelta per la realizzazione di un edificio», dice l’architetto Michieli. «Il nostro ruolo è innanzitutto legato all’ascolto delle necessità del cliente, alla conseguente metabolizzazione e sintesi in un progetto che oltre alle necessità funzionali tenga conto anche della bioclimatica e dell’inserimento all’interno di un contesto con proprie caratteristiche morfologiche e tipologiche. Senza tuttavia rinunciare a un’interpretazione in chiave contemporanea dell’abitare».
La figura del progettista è fondamentale per riuscire a individuare correttamente tutte le reali esigenze e aspettative dell’utente «sulle base delle quali impostare primariamente la definizione degli spazi realmente necessari e successivamente, anche attraverso un’attenta analisi del sito ove andrà inserito il nuovo edificio, la definizione dei “componenti” ovvero la struttura portante, gli isolanti, la tipologia degli impianti, dei serramenti, ecc. Il tutto al fine di trovare il massimo beneficio per gli occupanti, compatibilmente anche al livello di spesa concordato», aggiunge Carrara.
 
GHOUSE mobile

3. Qual è l’iter progettuale e amministrativo da seguire?

Sia il processo di progettazione che la parte amministrativa non è differente quando si parla di abitazioni costruite con il sistema “tradizionale” o con il sistema prefabbricato.

La prima fase della progettazione comprende il progetto preliminare, definitivo e la produzione di elaborati grafici «svolta essenzialmente dal progettista con il supporto del nostro ufficio tecnico», racconta Domenico Carrara.

La seconda fase include il progetto strutturale, con l’analisi dei relativi elementi di carico (compresi quelli accidentali come terremoti, vento, carico da neve…) e il progetto costruttivo: «si tratta per lo più di distinte di materiali e disegni a cui si sono aggiunti negli ultimi anni i codici di istruzione per le macchine da taglio a controllo numerico e della preparazione dei disegni esecutivi completi di tutte le parti strutturali: pareti portanti interne ed esterne, copertura (orditura principale e secondaria)».
Anche l’iter amministrativo non si differenzia rispetto a quello tradizionale anzi come precisato da Carrara «sono piuttosto da sfatare certe leggende: realizzare con un sistema prefabbricato in legno non consente nessuna escamotage per aggirare i vincoli legislativi previsti, le pratiche da gestire sono le stesse, così come le autorizzazioni».
 
total rovere

4. Quale legislazione sulle strutture prefabbricate è fondamentale conoscere?

«I calcoli strutturali da presentare presso i Servizi Tecnici Regionali sono gli stessi che per una costruzione in cemento armato, ovviamente sarà il calcolatore che dovrà utilizzare i modelli di calcolo e le accortezze di una progettazione in legno», risponde l’architetto Michieli.

Per quanto riguarda le Norme Tecniche per le Costruzioni Domenico Carrara racconta: «Dopo anni in cui si era assistito a un susseguirsi di norme, ordinanze e circolari ministeriali la definitiva entrata in vigore di queste norme, avvenuta il 1 luglio 2009, è stata una novità particolarmente significativa, in quanto per la prima volta in Italia, veniva introdotta una norma specifica per le costruzioni in legno, con l’inserimento all’interno delle stesse di ben tre sotto-capitoli relativi alla progettazione delle strutture di legno».
 
Brione (BS)

5. Parliamo di ecologia: quali sono le certificazione dei materiali?

«Purtroppo non sempre un certificato è sinonimo di ecologia, o comunque non abbraccia questo sostantivo in modo esaustivo, per fare un esempio un certificato PEFC garantisce la provenienza del legname da colture pianificate ma non entra in merito alle emissioni di CO2 o dei VOC», spiega Carrara. Sono presenti sul mercato enti che certificano l’intero processo produttivo dal punto di vista ecologico, ma ad oggi rappresentano una piccolissima percentuale «anche per via dei costi elevati che genera certificare un processo di controllo di questo tipo».
«Per essere sicuri che una casa sia veramente realizzata con materiali ecologici è necessario sforzarsi in prima persona nella ricerca della verità, visionando i particolari costruttivi, le schede tecniche, le schede sicurezza, cercando informazioni e consultandosi con persone competenti non interessate. Non è così difficile come sembra», rassicura Carrara: «alla fine è pure divertente e soprattutto è fondamentale per l’impatto che avrà sulla vita e sulla salute di chi vivrà queste abitazioni».
 
jewell - exterior front

6. E da un punto di vista energetico: consumano meno?

«Ecco questo è un capitolo per noi controverso – confida l’architetto Michieli – nel senso che il consumo è un valore rappresentato dal rapporto tra l’energia dispersa da un metro quadro di abitazione in un anno: cioè una performance. Estremizzando l’idea ci si prefigge, all’inizio del progetto, un obiettivo e cioè il raggiungimento di un determinato kW/m² all’anno; a questo punto la tecnologia impiegata diciamo che è indifferente».
«Bisogna pensare al settore delle case prefabbricate come a un mosaico di sistemi e metodologie costruttive profondamente diverse tra loro, per rendere l’idea utilizzo spesso il confronto con il mercato delle autovetture», suggerisce Carrara. «Ne esistono migliaia di tipi, con caratteristiche, prestazioni e prezzi molto diversi tra loro, eppure tutte svolgono principalmente il medesimo scopo, quello di trasportare persone. Allo stesso modo, nel mondo delle case prefabbricate in legno possiamo scegliere tra edifici economici isolati a norma di legge e autentici capolavori di ingegneria che possono produrre più energia di quanto ne consumino, nel mezzo ci sono un’infinita gamma di possibilità».
 
Brockloch Bothy

7. Quali sono le manutenzioni necessarie?

«Nessuna in particolare – risponde l’architetto Michieli – o meglio quelle che si fanno a ciascuna casa come la ritinteggiatura periodica, il controllo dei serramenti, la manutenzione agli impianti e via discorrendo».
Carrara specifica: «La previsione degli interventi di manutenzione dovrebbe rientrare paradossalmente già nella fase iniziali dei lavori, poiché un progetto architettonico che non terrà conto di determinati aspetti, soprattutto per quanto concerne la scelta di forme e materiali impiegati in esterno sarà più soggetto all’usura determinata da intemperie e raggi ultravioletti e richiederà di conseguenza interventi di manutenzione con cadenza minore rispetto a un progetto che ha tenuto conto di questi aspetti e che potrebbe al contrario non averne nessun bisogno per molti, molti anni».
8. Valore immobiliare: quale mercato ha la casa prefabbricata in legno?
Argomento controverso quello del mercato immobiliare. Se per l’architetto Michieli «non esiste un’analisi storica sufficiente per comprendere questo aspetto» e, ad ogni modo «dobbiamo pensare che il sogno di ogni americano è da sempre la casa di Frank Lloyd Wright che per la classe benestante costruiva case in muratura»; per Carrara, la situazione è comunque in via di trasformazione. «Oggi gli edifici in legno non sono più una nicchia bensì un segmento di mercato con una quota di circa 8,4%, questa raggiunge il 30% se si considerano la costruzione di abitazioni a basso consumo energetico».
E aggiunge che «è sempre più diffusa la scelta di vivere in una casa in legno di nuova generazione, a cui vengono universalmente riconosciute doti innovative sul fronte della sicurezza antisismica, dell’efficienza energetica, dell’impatto ambientale e del comfort abitativo, requisiti che fanno della casa in legno un investimento immobiliare garantito».

9. Quali sono le controindicazioni che bisogna conoscere?

«Due sono i grandi nemici delle case in legno: il fuoco e l’acqua», ricorda l’architetto Michieli. «Ogni dettaglio costruttivo, ogni nodo, ogni scelta di materiale deve essere attentamente calibrato avendo in mente questi due aspetti. Un altro punto importante da conoscere e comprendere al di là dei falsi miti è che solo nei telefilm americani le case si fanno in una settimana!».
Un altro elemento fondamentale da considerare lo indica Carrara: «Va preso atto che una buona casa in legno ha sempre un costo superiore riguardo ai canoni che l’edilizia tradizionale ci aveva abituato, illudersi di fare un affare acquistando una casa in legno prefabbricato a un prezzo particolarmente basso potrebbe effettivamente riservare come controindicazione delle spiacevoli sorprese in termini di efficienza, godibilità e durata».

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