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Giornata Mondiale degli Oceani: plastica e pesca eccessiva i nemici principali

Giornata Mondiale degli Oceani: plastica e pesca eccessiva i nemici principali - AcquistiVerdi.it

Oggi 8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani, tema di quest'anno 2016 è "Oceani sani, Pianeta sano". I principali nemici degli oceani sono la plastica e la pesca eccessiva. Diffusione delle bioplastiche e prodotti in plastica riciclata, unitamente all'aumento delle pratiche di pesca sostenibile le possibili soluzioni.

Ogni anno nella acque del pianeta finiscono circa 8 milioni di tonnellate di plastica. Rifiuti che si scompongono in pezzi sempre più piccoli fino a diventare microplastiche.

La minaccia: alcune larve preferiscono la plastica al plancton

L'inquinamento prodotto dalla plastica è una minaccia seria, sottolinea l'Onu, perché ha un impatto notevole sulla salute degli animali marini. Solo pochi giorni fa uno studio su Science evidenziava che le larve di alcuni pesci preferiscono le microplastiche al loro cibo naturale (il plancton), assuefatte come i ragazzi allo 'junk food'. Tendenza che ha influito sul loro sviluppo, portando le larve anche alla morte.

L'impiego delle bioplastiche in tutti i settori di attività antropiche è un'importante soluzione a questo problema di grave entità per gli oceani e per tutto l'ecosistema marino, in abbinamento con l'impiego di prodotti in plastica riciclata. Infatti la corretta differenziazione dei rifiuti plastici e il loro riciclo per la produzione di nuovi prodotti e manufatti riduce la quantità di plastica presente nei mari ed è una pratica assolutamente coerente al pacchetto europeo sull'economia circolare.

Più meduse a seguito dell'overfishing

La seconda minaccia è la pesca eccessiva e illegale. Secondo il Wwf il 29% degli stock ittici globali sono sovrasfruttati, nel Mediterraneo questa cifra sale a oltre l’80% (dati Commissione europea). L’overfishing nel Mediterraneo sta facendo proliferare le meduse poiché i pesci non ne mangiano più le larve, ammonisce il Wwf. Se in precedenza c’erano picchi di meduse ogni 10-15 anni, nell’ultimo decennio si è registrata un’invasione all’anno. Nel mondo vengono pescate circa 90 milioni di tonnellate di pesce all’anno: il problema è che con la pesca oceanica a strascico, che sta trasformando i mari in deserti, la maggior parte viene ributtata in mare (bycacth) perché poco interessante dal punto di vista economico o alimentare. La pesca illegale e irregolare secondo la Fao genera un volume d’affari di 10-23 miliardi di dollari all’anno (fonte: Corriere della Sera Ambiente).

Il lavoro di MSC Pesca Sostenibile

A contrastare questo fenomeno la certificazione MSC Pesca Sostenibile, che migliora e monitora la sostenibilità delle attività di pesca e ne offre garanzia al consumatore. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, MSC ha pubblicato il Global Standard Report 2016, che evidenzia i miglioramenti derivanti dalla pesca certificata nel mondo: in particolare negli ultimi 5 anni grazie alla collaborazione globale i volumi di pesca sostenibile sono raddoppiati. 

I dati MSC mostrano che nel corso della loro certificazione, il 94% dei pescatori o flotte porcherecce certificate sono tenute a fare almeno un miglioramento per rafforzare o monitorare la sostenibilità delle loro attività al fine di mantenere la certificazione. I miglioramenti effettuati alla fine del 2015 da 281 aziende di pesca sono 876 e molti altri sono in fase di sviluppo. Tra questi, per esempio, il miglioramento della gestione delle specie del tonno e del pesce spada grazie alla cooperazione di un gran numero di stati costieri e non che operano attraverso le regional fishery management organisations; una pesca più intelligente e più selettiva nell'Oceano Indiano meridionale dove le misure attuate dall’azienda di pesca Kerguelen certificata per la pesca dell’austromerluzzo ha drasticamente ridotto il numero di uccelli marini accidentalmente catturati su palangari, con la cattura di solo tre procellarie grigie lo scorso anno; la rimozione di quasi 25.000 trappole per granchi da parte di pescatori certificati per la cattura del granchio blu in Louisiana, riducendo così al minimo il rischio di pesca  della specie vulnerabile come la tartarughe.

In questi giorni MSC promuove la campagna social #oceanipienidivita. Scoprila su Facebook

 

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