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GPP: cosa cambia con il collegato ambientale?

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GPP: cosa cambia con il collegato ambientale? - AcquistiVerdi.it

Roma, 22 dicembre 2015. Con 169 voti favorevoli, 32 contrari e 111 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato definitivamente, dopo un lungo percorso, il "collegato ambientale" della legge di stabilità per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali che introduce l'obbligatorietà del GPP (AC. 2093-B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (collegato alla legge di stabilità 2014). In questa news i dettagli.

L’approvazione del collegato ambientale, prevista entro l’anno, rappresenterà una chiave di volta per il Green Public Procurement (GPP), specialmente per la principale novità a riguardo, rappresentata dalla disposizione che rende obbligatoria l’applicazione dei “Criteri Ambientali Minimi (CAM)”, approvati e di futura approvazione, per il 100% del valore posto a base d’asta per le categorie di appalto con le quali si consegue l’efficienza energetica negli usi finali e, per almeno il 50%, per le altre categorie di appalto.
Tale legge, dedicando varie disposizioni agli “appalti verdi”, dimostra quanto si sia rafforzata la consapevolezza dell’efficacia del GPP nel promuovere la “green economy” e nel contenere l’uso delle risorse naturali.
I CAM, definiti anche attraverso il confronto con le associazioni di categoria, rispecchiano il livello di qualità ambientale supportato dagli operatori economici di riferimento. L’applicazione diffusa e sistematica dei CAM, che il legislatore impone poiché il GPP è tanto più efficace per lo sviluppo di una green economy, quanto più i requisiti ambientali domandati sono omogenei su ampia scala ed è significativo il volume di spesa orientato all’acquisto di prodotti o servizi con tali requisiti, valorizzerà i percorsi di qualificazione ambientale degli operatori economici e
determinerà una razionalizzazione della spesa pubblica in ottica di ciclo di vita, perché l’inclusione delle caratteristiche ambientali implica ipso facto, a seconda dei criteri ambientali individuati, una riduzione dei costi connessi all’utilizzo, quali il consumo di energia e altre risorse, dei costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta e di riciclaggio, e/o una riduzione di altri costi imputati ad altre esternalità ambientali del bene o servizio considerato.
I Criteri ambientali Minimi sono anche indicati come riferimento di base per un futuro “Schema di valutazione e comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti (“Made Green in Italy”) e presumibilmente avranno un ruolo in un più ampio “Piano d’azione nazionale per la produzione e il consumo sostenibili” la cui adozione è prevista entro un anno dall’approvazione del collegato ambientale. In tema di appalti il collegato prevede altresì una riduzione dell’importo della garanzia per la partecipazione alle gare d’appalto per gli operatori in possesso di alcune etichette e certificazioni ambientali quali l’EMAS, l’ISO 14001, l’Ecolabel, la Carbon Footprint e assegna all’ANAC per il tramite dell’Osservatorio sui contratti pubblici il compito di monitorare l’applicazione dei CAM.
Tale disegno di legge, anche grazie a tali misure, rappresenta senza dubbio “un testo innovativo e interessante, che allinea l'Italia
tra i paesi di testa dello sviluppo sostenibile”, come dichiarato l’On. Enrico Borghi co-relatore del provvedimento insieme all’On.
Alessandro Bratti e dimostra il notevole sforzo compiuto dal Parlamento e dal Governo per favorire uno sviluppo sostenibile.

Dentro il testo anche l’introduzione delle compostiere di comunità, la responsabilità del trasportatore in caso di sversamento in mare di sostanze pericolose, l’istituzione del mobility manager scolastico e il finanziamento per gli spostamenti casa scuola e casa lavoro.

Leggi il testo della legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

 

 

 



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