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Valeria Veglia, il progetto A.P.E. della Provincia di Torino per gli Acquisti Verdi

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Valeria Veglia, il progetto A.P.E. della Provincia di Torino per gli Acquisti Verdi - AcquistiVerdi.it

AcquistiVerdi.it dedica l'intervista di ottobre a Valeria Veglia, responsabile dell’Ufficio Pianificazione ed Educazione Ambientale e Agenda21, all’interno dell’Area Sviluppo Sostenibile e Pianificazione Ambientale della Provincia di Torino, che si occupa dell’attuazione del Progetto A.P.E. fin dagli albori - e quindi del coordinamento degli oltre 40 partecipanti - e dell’implementazione del GPP all’interno dell’Ente Provincia (nella foto, andamento della spesa ecologica ad oggi). Si tratta del primo e più grande progetto di Acquisti Verdi Pubblici in Italia. L'intervista è di Paolo Fabbri.

AV: Il progetto A.P.E. che caratteristiche ha? Quando ha avuto inizio? Quanti Enti coinvolge?

VV: Il Progetto A.P.E. (Acquisti Pubblici Ecologici) ha preso avvio nel 2003, grazie ad una collaborazione traProvincia di Torino e Arpa Piemonte (la Provincia ha finanziato fino ad oggi apposite Convenzioni con Arpa per supportare tutti gli aderenti al Progetto). L’obiettivo è quello di diffondere l'applicazione del Green Public Procurement (GPP) all’interno dei due Enti e in numerose organizzazioni del territorio provinciale: il numero di organizzazioni coinvolte è continuamente in crescita (attualmente si tratta di 45 soggetti) e i partner hanno specificità estremamente differenziate: non solo 19 Comuni di tutte le dimensioni, ma anche Enti parco, la Camera di Commercio di Torino, Istituti scolastici, Consorzi e aziende di gestione dei rifiuti, il Politecnico di Torino, SCR Piemonte, ecc..

AV: Il progetto ha previsto per la prima volta in Italia la definizione di criteri ambientali codificati per gli acquisti degli Enti aderenti: ci può illustrare l’iter di definizione di tali criteri?

VV: Il progetto si attua principalmente attraverso un gruppo di lavoro a cui collaborano i rappresentanti dei diversi settori competenti per gli acquisti e del settore ambiente degli Enti partecipanti; i referenti hanno definito e aggiornato nel tempo criteri ambientali condivisi (suddivisi in specifiche tecniche di minima e criteri per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa) operando inizialmente per quelle categorie di prodotto e servizio maggiormente acquistate dagli Enti.

Nell’aprile 2004, con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa per la promozione degli acquisti pubblici ecologici, i rappresentanti politici delle organizzazioni partecipanti al Progetto hanno formalizzato l’impegno di adottare pratiche di GPP.

In pratica il gruppo di lavoro ha utilizzato i disciplinari delle più importanti marchiature esistenti in taluni casi, oppure studi di LCA, o i criteri per il GPP europei, o ancora Protocolli di settore (come nel caso delle costruzioni e ristrutturazioni), piuttosto che esperienze sul campo dei diversi soggetti (come nel caso degli ammendanti).

Fondamentale per alcune categorie, come per es. la carta stampata, l’apporto dato dalle Associazioni di categoria coinvolte nella definizione dei criteri.

Nel tempo gli Enti coinvolti hanno redatto ed integrato nei propri acquisti i criteri ambientali elaborati dal gruppo di lavoro, contenuti in 12 Allegati al Protocollo, relativi ad altrettante categorie.

Nel Febbraio 2007, nel Febbraio 2009 e nel Giugno 2011 la politica di acquisti “ecologici” è stata aggiornata, in un’ottica di miglioramento continuo: infatti, con l’assunzione di un formale impegno politico gli obiettivi delle organizzazioni sono resi chiari e i responsabili degli acquisti sono allo stesso tempo supportati e incoraggiati nella messa in atto del GPP.

A partire dal 2011, in considerazione del fatto che il livello nazionale ha intensificato la produzione dei CAM, abbiamo deciso di sospendere la redazione di nuovi criteri, onde evitare una inutile duplicazione. I partecipanti al Progetto quindi, si sono impegnati ad utilizzare i CAM esistenti in merito alle 12 categorie APE (se più restrittivi) oltre agli ulteriori CAM già approvati alla data del 2011 o approvati successivamente, valutandone di volta in volta le modalità di applicazione nell’ambito del Comitato di Monitoraggio, e mettendo a disposizione degli altri sottoscrittori le esperienze acquisite.
AV:
L’applicazione di questi criteri che risultati ha dato in  termini economici?

VV: L’elemento distintivo del Progetto A.P.E. è il monitoraggio sull’attuazione degli impegni presi con la sottoscrizione del Protocollo; in questo modo l’attività di GPP è resa trasparente e verificabile, ponendo le basi per analisi più specifiche sugli effetti ecologici ed economici che ne derivano.
Il monitoraggio è espressamente previsto dal Protocolloall’art. 3, che recita “Il Comitato di Monitoraggio pubblica un rapporto periodico in cui sono evidenziati i risultati concreti raggiunti da ciascun sottoscrittore in merito agli impegni presi”. Fin dal 2004 quindi, gli aderenti alla Rete hanno partecipato ad una rilevazione annuale, che consente di evidenziare l’importanza dello strumento degli appalti verdi nell’indirizzare la produzione e il consumo verso beni e servizi a minore impatto ambientale. Nel 2013 per es. gli Enti aderenti al Protocollo A.P.E. hanno destinato circa 78,5 milioni di euro per l’acquisto di beni e servizi che rispettano i criteri A.P.E., a fronte di una spesa complessiva dichiarata di circa 136 milioni di euro, raggiungendo il 58% di conformità al Protocollo. Tutti gli esiti nel dettaglio sono disponibili sul sito del Progetto. E i risultati non sono solo economici. Come è ovvio, energia elettrica, autoveicoli e attrezzature informatiche sono le categorie con i maggiori effetti diretti sul sistema energetico: con gli acquisti fatti in tali ambiti nel 2013 - e considerando la sola fase di utilizzo - è stato possibile evitare l’emissione di 25.200 tonnellate di gas climalteranti (CO2 equivalente), mentre in merito alla ristorazione collettiva, è possibile stimare una riduzione di plastica prodotta di 295 tonnellate e una CO2 evitata di 1.800 tonnellate.
AV: Si è avuto un aumento dei costi delle forniture e dei servizi a seguito della applicazione dei criteri?
VV: Direi che non è possibile generalizzare. Dipende dalle tipologie di prodotto, dalla loro disponibilità sul mercato, ma anche dalla modalità di gara. Abbiamo esempi di prodotti “verdi” ormai perfettamente competitivi con quelli non verdi, come la carta e abbiamo nella nostra Rete esempi di Comuni che costruendo attentamente le proprie gare sono riusciti ad ottenere prezzi concorrenziali già anni fa anche per categorie più complesse, come per es. quella dell’energia elettrica. In generale, quello che posso riportare, è l’”esito” che potrete leggere nel nostro ultimo report di monitoraggio che sarà a giorni disponibile on-line: la crescita per esempio della percentuale di rispetto dei criteri per i servizi di ristorazione e per la pulizia, dove a fronte di un decremento della spesa totale di circa 2 milioni di euro per entrambi i servizi, la spesa A.P.E. è aumentata di circa 3 milioni di euro per i servizi di ristorazione e di 4 milioni per le pulizie.

 



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