Ornella Tassi, il Viaggio Studio a Friburgo

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Ornella Tassi, il Viaggio Studio a Friburgo - AcquistiVerdi.it

AcquistiVerdi.it dedica l'appuntamento di questo mese a una buona pratica di viaggio d'istruzione a Friburgo, la città della sostenibilità nella Foresta Nera in Germania, e intervista Ornella Tassi, docente di italiano e storia presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Carlo Cattaneo" di Modena, che ha gestito in prima persona il progetto "Visita al Parlamento europeo di Strasburgo e a Friburgo: città ecosostenibile", accompagnando la classe quinta del corso servizi sociali unitamente ad altri nove colleghi dell'Istituto per un totale di 110 studenti,
Il progetto è stato proposto dal dottor Andrea Burzacchini di Aiforia in collaborazione con Punto 3.

AV: Professoressa Tassi, per quali ragioni ha scelto Friburgo come destinazione?

OT: La scelta di portare gli studenti a Friburgo è stata, onestamente, casuale. Il nostro Istituto, da tempo, organizza, un anno per l'altro, le mete dei viaggi di istruzione. Tra queste si era ipotizzato Strasburgo e la visita al Parlamento europeo, di cui avemmo conferma nel luglio 2013. Solo ad inizio anno scolastico il comitato gite è venuto a conoscenza del Progetto su Friburgo: da qui l'esigenza, anche affannosa, di conciliare la visita al Parlamento, il 25 ottobre, con le iniziative del Progetto "ecosostenibile".

AV: A suo parere, cosa ha impressionato di più i ragazzi in questa particolare esperienza di viaggio?

OT: Proprio perchè non c'era stato il tempo di prepararsi adeguatamente sull'argomento, tutti, docenti e studenti, siamo partiti sorretti dalla curiosità di "vedere e scoprire".  In generale  ciò che ha colpito è stato vivere alcuni giorni in una città "a misura d'uomo". Noi viviamo a Modena, città di provincia che ha diverse piste ciclabili, ma nulla in confronto a Friburgo! Qui esse hanno la priorità rispetto agli spazi riservati alle macchine e non viceversa! Fare chilometri a piedi, usare sempre i mezzi pubblici, di una puntualità invidiabile, non essere ostacolati dalle macchine, godere delle bellezze artistiche e naturali senza la preoccupazioni di essere investiti...fa la differenza.

A queste osservazioni degli studenti, altre se ne sono aggiunte. Tutti, al rientro in Italia, avevano ancora impressa la visita al centro pedagocico Waldhaus. Pioveva quel giorno, e quella scuola pareva davvero la "casetta dei sette nani" nella foresta: una costruzione di legno in mezzo al verde. Piccoli gnomi spuntavano qua e la': i bambini della scuola che, berretto in testa, mantelle colorate e stivaletti, sguazzavano felici nel fiumiciattaolo. Quasi una simbiosi, una metamorfosi dell'uomo. E tutti camminavamo sulla terra bagnata: piedi fradici, odore di bosco e di umido. Noi con l'ombrello, attenti a non mettere i piedi nelle larghe pozzanghere, e i friburghesi senza parapioggia a spasso coi cani senza cappottino! Questa è la differenza! Questo è quello che ha colpito: bambini in libertà che imparano a contatto diretto con la natura senza il timore di prendere un raffreddore, senza la presenza di genitori apprensivi e timorosi di far buscare un raffreddore. Per me, insegnante prossima alla pensione, era rivivere una esperienza, per fortuna, vissuta  da piccola, ma per i miei studenti era tutto molto nuovo, tanto che nella relazione del rientro hanno affermato: "Siamo partiti emozionati di vedere e scoprire: e non siamo rimasti delusi!".

(Guarda le foto sulla pagina Facebook!)

AV: Professoressa Tassi, in poche parole cosa si sono portati a casa i ragazzi?

OT: Terminata l'esperienza , oltre a quanto prima si osservava, la ricaduta maggiore è stata la maggiore sensibilizzazione verso l'ambiente. Tutti gli studenti sono rimasti colpiti dalla pulizia delle strade, da quel numero infinito di biciclette viste anche tutte appese alla stazione. La bicicletta è stata per me l'unico mezzo di locomozione sino oltre i vent'anni; berretto, calzettoni, geloni alle mani: sono stati i compagni fedeli di diversi miei inverni; camminare in mezzo al verde della campagna sanfeliciana era un'abitudine giornaliera. Per i ragazzi, invece, percorrere il tragitto dall'ostello alla metropolitana è stata un'esperienza spesso nuova ed emozionante: bosco, prato e molto silenzio. Hanno ammesso che tutto ciò manca nella nostra città, che pure ha diversi spazi verdi.

Il nostro corso non fornisce conoscenze sull'edilizia, ma ha colpito il quartiere di Vauban: finestre orientate al sole, mancanza di recinzioni, fossati, e addirittura vie in cui le macchine hanno l'obbligo di dare la precedenza soprattutto ai bambini che scorazzano, sicuri, nelle vie e, ancora, tante biciclette. Gli studenti ne sono stati impressionati, tant'è che una nostra studentessa ha vinto il concorso fotografico, proposto dagli organizzatori del progetto, inviando proprio l'immagine di una bicicletta legata a un palo: simbolo di una città ecosostenibile.

(Guarda la foto che ha vinto il contest su Facebook!)

Accanto a questo "punto di vista", diverso, sull'ambiente, molti studenti si sono riproposti di effettuare la raccolta differenziata a scuola e di estenderla anche in famiglia. Si sono impegnati di non gettare rifiuti e mozziconi, ma molti hanno ammesso che, nonostante gli intenti e i divieti, è difficile mettere in pratica  i propositi perchè spesso manca il retroterra culturale e la piena consapevolezza. Le azioni non si improvvisano, ma si imparano gradualmente sin dai primi anni divita. Questo è ciò che auspicano per il  futuro.

AV: I suoi studenti conoscono i prodotti ecologici?

OT: I miei studenti, in verità, non sono molto attenti alla scelta dei prodotti anche perchè "non fanno la spesa". Tuttavia si può dire che, molti di loro non consumano alimenti  provenienti dai distributori automatici, non vedo sacchetti di patatine, tanto che, se debbono rimanere a lezione nel pomeriggio, preferiscono portare da casa un frutto o un panino farcito di salame. Non sono abituati allo spreco. Anzi! Hanno iniziato a riciclare bottigliette di plastica per costruire delle maracas che utilizzeranno in un progetto di animazione rivolto agli anziani ospiti di alcune strutture di Modena.

Si può affermare, però, che il contesto generale in cui essi vivono è diverso, e inevitabilmente li contagia: possedere oggetti alla moda e supertecnologici, abiti firmati e videogiochi costosi è, spesso, la norma. Tuttavia al rientro hanno lamentato che l'abbigliamento proposto nel negozio Zundstoff, ecosostenibile, non era certamente alla portata delle loro tasche e non era concorrenziale!

AV: Perchè è utile un viaggio in una città che attua politiche urbane ecosostenibili?

OT: La domanda è molto simile a quella che io rivolsi ai ragazzi appena rientrati da Friburgo. Affermarono che, indubbiamente, gli stimoli, le sollecitazioni che derivano da una città che fa del rispetto dell'ambiente una priorità è assolutamente una esperienza da intraprendere. Al di là della ricaduta immediata, è comunque importante sapere che si può costruire, vestire, vivere in un altro modo: la conoscenza come strumento iniziale da cui derivare abilità e future competenze. D'altra parte lo slogan che accompagna i nostri studenti, quando effettuano gli stage nei nidi, o strutture per anziani e disabili è "Osservare per fare"...

Se vuoi organizzare una gita a Friburgo nel mese di Marzo leggi qui



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