Al cassonetto si va con la tessera magnetica, come al bancomat. È già realtà in alcuni Comuni dell’Emilia Romagna, dove è stata intrapresa la strada per rivoluzionare la raccolta differenziata. Protagonista è il gruppo multi utility Hera che ha già messo in pratica la metodologia in provincia di Rimini e a Spilamberto, in provincia di Modena. Sempre Hera è capofila del progetto europeo Identis Weee per la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che si basa, anche in questo caso, di cassonetti “intelligenti”.
Partiamo da Identis Weee, acronimo di Identification Determination Traceability Integrated System for Weee: mediante questo progetto si vuole raddoppiare la raccolta dei rifiuti elettronici, assicurarne la tracciabilità attraverso strumenti tecnologicamente innovativi e favorire il recupero di importanti materie prime seconde. (...) Tutti saranno in grado, come ha spiegato Hera, di fornire una vera e propria “carta d’identità” del rifiuto: il nuovo sistema informativo permetterà infatti di risalire al cittadino che l’ha portato al cassonetto, determinare l’esatto quantitativo di Raee conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione. (...)Nella territorio di Rimini la “raccolta hi-tech” è già realtà, anche se in fase sperimentale, che si sta conducendo sui cassonetti per l’indifferenziato presenti dal 2008 in tutta la provincia. Una parte della popolazione è in possesso di una chiavetta trasponder, una card che si appoggia al display elettronico posto sui cassonetti grigi per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. Su di essi è montata una calotta attraverso cui vengono inseriti i rifiuti. Per aprirla servono appunto le chiavi elettroniche personalizzate che permettono di contare e memorizzare il numero dei conferimenti dei rifiuti indifferenziati. Ogni chiave è personalizzata con un numero di serie inciso sull’involucro esterno che viene letto e identificato automaticamente ogni volta che viene inserita nella serratura elettronica. “In questo modo ognuno di noi diventa consapevole dei rifiuti indifferenziati prodotti e può aumentare la percentuale di raccolta differenziata effettuata”, ha segnalato Hera nel presentare il sistema denominato egate.
A Spilamberto è invece partita da qualche mese la sperimentazione del cassonetto “intelligente” per la raccolta differenziata: in pratica è dotato di un pulsante da premere e di un display davanti a cui si passa la tessera magnetica permettendo il riconoscimento e la possibilità di gettare rifiuti indifferenziati, organici, carta, plastica e lattine. I mezzi per la raccolta sono dotati a loro volta di apparecchiature per la pesatura dei cassonetti durante lo svuotamento e, infine, è prevista la registrazione dei carichi trasportati negli impianti di recupero o smaltimento. L’obiettivo anche in questo caso è stimolare l’incremento della raccolta differenziata: come ha sottolineato il sindaco della cittadina modenese, Francesco Lamandini, “lo scopo del cambiamento è arrivare al 70% di raccolta differenziata, senza incidere sui costi del servizio”.
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