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In Italia gli acquisti pubblici rappresentano circa il 17% del Prodotto Interno Lordo. Per integrare considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione è entrato in vigore il decreto interministeriale sul Piano di azione per la sostenibilità nella PA (Piano d’azione nazionale sul Green Public Procurement).
Carta riciclata e senza cloro, computer a basso consumo energetico, arredamento privo di sostanze tossiche e con materiali riciclati, lampade ad alta efficienza. Sono solo alcuni semplici esempi di cosa troveremo negli uffici della Pubblica Amministrazione centrale e periferica grazie all'entrata in vigore del decreto, predisposto dal ministero dell'Ambiente di concerto con i ministeri dello Sviluppo Economico e dell' Economia. Il decreto, firmato dai ministri e previsto dalla Legge Finanziaria 2007, offre per la prima volta un riferimento normativo nazionale ad alcune buone esperienze locali. Sono 50 i miliardi di euro interessati.
Per il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, si tratta di una ''svolta importante''. ''Questo provvedimento, cui abbiamo lavorato per mesi - ha detto Pecoraro - ci avvicina alle migliori esperienze europee. E' evidente che, oltre a difendere l'ambiente, il piano potrà sostenere la competitività del nostro sistema produttivo, stimolando l'innovazione ambientale, orientando correttamente nuovi business, premiando prodotti e soluzioni tecniche avanzate, contrastando l'invasione di prodotti che si mostrano assai spesso privi di qualunque requisito di pregio ambientale, con riflessi talora pericolosi nel campo della sicurezza e della salute''. ''L'importanza di questo piano - ha concluso Pecoraro - appare evidente se solo pensiamo che le spese interessate da questa svolta verde ammontano a ben 50 miliardi di euro ogni anno''. In particolare, sulla base del decreto interministeriale generale, verranno emanati provvedimenti attuativi con veri e propri criteri ambientali minimi cui la PA si atterrà nelle proprie spese. Così, per la Pubblica Amministrazione centrale, la CONSIP - la società del ministero dell'Economia che cura gli acquisti - introdurrà tali criteri nelle gare di appalto per la fornitura di beni e servizi. Entreranno così a pieno titolo le fonti energetiche rinnovabili, i prodotti meno energivori o che consentono una minore produzione di rifiuti e il ricorso a materiali riciclati. Non solo, anche la fornitura di servizi seguira' criteri di efficienza e sostenibilità.
In attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere scaricato dalle pagine del sito ( www.dsa.minambiente.it/gpp/page.asp?id=33 ) del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dedicate al GPP e al PAN.
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Fonti: Rinnovabili.it, ANSA
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